L’idea di un istituto culturale denominato Linea D’Ovest, nasce dalla consapevolezza dell’esistenza di una egemonia culturale a livello locale che mira a limitare la libera appartenenza politica e preclude spazi di discussione pubblica su tematiche legate all’identità dell’Europa e dell’Occidente in senso più ampio.
La società italiana sta attraversando una stagione di decadentismo, di cui una delle manifestazioni più evidenti è la scarsa consapevolezza delle proprie reali radici storico-culturali, la dispersione di tutto un patrimonio di principi e di valori che invece sono inscritti nella storia di questo Paese. Dai problemi endogeni della scuola italiana, fino a quelli della ricerca universitaria, i segnali di questa crisi, che è crisi morale, sono molti.
Altre constatazioni di un cambiamento in senso peggiorativo del senso morale nella nostra società italiana, sono le questioni etiche di inizio e fine vita umana, dove la politica sembra debole o addirittura assente. Certe forze politiche, forti dal punto di vista comunicativo, diffondono idee distruttive e distorsive della vita umana e del suo senso ultimo. Tutto ciò concorre alla crisi e al disorientamento delle persone.
La crisi economica ha indubbiamente indebolito il sistema economico-sociale e la fiducia nelle istituzioni. A chiudere il cerchio di questa breve analisi è la percezione di insicurezza nelle città, non solo italiane ma anche europee. La questione della sicurezza è un problema che oltre a produrre i suoi principali effetti in campo politico ed economico, si abbatte sulla popolazione a livello sociale ed antropologico, provocando smarrimento di certezze e quindi relativismo etico, culturale e religioso.
La necessità di un istituto culturale, il cui scopo principale è operare nella polis nei campi del diritto, della storia, dell’economia, della geopolitica, della filosofia politica, dell’antropologia cristiana, della politologia e della cultura in generale, attraverso iniziative culturali d’eccellenza, è impellente e quanto mai urgente.
Il riferimento culturale che l’Istituto intende recuperare è suggerito dallo stesso scenario urbanistico di Siena. La città, infatti, riproduce mirabilmente due momenti simbolo della storia dell’Occidente: la cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo, l’anima religiosa e le radici cristiane; il Palazzo Pubblico, il segno distintivo del potere politico e del governo.
Sono due momenti di alto valore architettonico che attestano lo splendore dei tempi dell’antica repubblica e una dimensione culturale che, tra tardo Medioevo e e primo Rinascimento, fu senz’altro di respiro europeo. Questa particolare fisionomia della città di Siena, figlia della sua storia e nello stesso tempo testimonianza di una delle fasi storiche più significative dell'intera civiltà occidentale, offre in maniera naturale gli spunti di riflessione ad un Istituto Culturale che ha voluto chiamarsi Linea D’Ovest.
In particolare, l’Istituto culturale intende avere come campo d’interesse prioritario l’identità politica occidentale e le sue radici cristiane: si prefigge pertanto la promozione di studi e occasioni di riflessione pubblica sulle tradizioni e culture politiche dell’occidente, su istituzioni ed élites, sui rapporti tra religione e politica, con una forte proiezione sulla contemporaneità.
Con sede a Siena, luogo simbolo del valore del passato, ma anche di una antichissima università, l’Istituto vuole caratterizzarsi per la valorizzazione del rapporto tra vecchie e nuove generazioni di studiosi, promuovendo occasioni di dibattito, studi e ricerche in cui, oltre alla presenza di studiosi già affermati, vi sia una importante presenza dei giovani.
Presidente onorario: Fabio Grassi Orsini
Direttore: Gerardo Nicolosi
